martedì 28 agosto 2007

E SE TELCO SALVASSE IPSE??

Ormai siamo abituati a tutto, ma sarebbe il magheggio dei magheggi.

Provo a spiegarmi, con il beneficio della fantasia e senza dettagli eccessivi.
1) IPSE è un controllo partecipato a maggioranza relativa (45.6%) dalla società spagnola Telefonica che entra nel mercato italiano nel 2000 in occasione dei bando di gara che assegna le frequenze per la telefonia di terza generazione. Altri azionisti della società sono Sonera, Atlanet, Banca di Roma e altri minori.
2) IPSE è il quinto di 5 operatori che si agiudicano le frequenze per l'UMTS, ma è il solo che non avvia in nessun modo la realizzazione di infrastrutture e l'offerta di servizi. IPSE inoltre non completa gli ultimi pagamenti dovuti all'agiudicazione del bando di gara.
3) Il Ministero delle Comunicazioni e l'Autorità delle Comunicazioni iniziano una procedura di contenzioso verso IPSE in ragione della mancata copertura del territorio (è un obbligo previsto dal bando di gara, daltronde le frequenze sono una risorsa scarsa e non possono essere sprecate). Questa procedura dura diversi anni e più o meno si conclude più o meno nel 2006 con la revoca delle frequenze.
4) Nel 2007 Telefonica cavalca l'opearzione Telco (sempre come azionista di riferimento), per prendere il controllo di Telecom Italia (opeazione tuttora in fase di perfezionamento) pagando il 25% in più del valore di mercato le azioni che si ribasseranno oltre il 10%.

Ora nel mercato italiano la società spagnola Telefonica risulta presente sotto due forme nel consorsio IPSE e in Telco. In IPSE ha una posizine di debito (come tutto il consorzio) nei confronti dello Stato per non aver effettuato l'ultima trance dei pagamenti per le licenze UMTS. In Telco invece hanno pagato "ad oggi" il 35% in più del valore delle azioni necessarie al controllo di Telecom.

A voler pensar male, se fossi in Telefonica, utilizzerei Telecom Italia per sanare la situazione di IPSE. Magari per comprare un ramo d'azienda, magari per fare qualche esercizio legale su come riprendere le frequenze e salvare il salvabile di un'operazione (quella di IPSE) dove fino ad ora sono stati solo buttati soldi.

Dimenticavo... chiaramente è casuale che l'ingresso di Telefonica in IPSE sia avvenuto durante il Governo D'Alema (l'ultimo prima delle elezioni del 2001) e che l'ingresso in Telecom Italia sia avvenuto durante il Governo Prodi (quello successivo al Governo Berlusconi).

1 commento:

dario denni ha detto...

I giornali sostengono che i mobili si ripartiranno le frequenze inutilizzate di IPSE (dopo che Bersani gli ha già raddoppiato la durata delle licenze in cambio dei costi di ricarica).

In fondo la situazione doveva gia essere composta da tempo. Questi ritardi spingono a pensar male...

ciao
Dar