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venerdì 8 febbraio 2008

SE E' VERO, IO MI RITIREREI DALLA GARA WI-MAX

Non so con quanta consapevolezza del profondo significato commerciale è stato riportato che
"Il Ministero delle Comunicazioni sta per tirare fuori dal cilindro delle frequenze aggiuntive (24 MHz) rese disponibili proprio per le pubbliche amministrazioni..."
"la settimana scorsa Ministero e Regione Lazio hanno siglato un accordo per portare entro il 2010 la banda larga nel 100 per cento del territorio"
(L'Espresso, 8/2/08, "Mediaset senza fili" di Alessandro Longo)
Non so nemmeno quanto sia attendibile, ma nel pressappochismo con cui nel nostro paese vengono gestiti alcuni temi non mi stupirei che fosse tutto vero. Vero cosa? Le infrastrutture o le fa il pubblico o le fanno i privai. Non esistono vie di mezzo.

Se per esempio rappresentassi un operatore di telecomunicazioni che sta partecipando alla gara sul Wi-Max mi aspetterei di poter erogare attraverso questa asta, dei servizi rivolti verso tutti i residenti nel territorio, PA compresa. Cosa vuol dire che alle PA verranno assegnate delle frequenze? Ma siamo matti? I privati le pagano, chiedono prestiti, investono per realizzare una rete, e poi? Lo Stato ne da altre gratis agli enti locali (che secondo il codice delle comunicazioni elettroniche non possono fornire servizi), magari costituiscono una municipalizzata ad hoc, si fanno i servizi da soli con costi maggiori rispetto a quelli dei privati (ma tanto si pagano con la fiscalità) e magari si inventano pure (è già successo) di vendere questi servizi ai cittadini... in piena concorrenza con gli operatori.

Se fossi un operatore in gara, a queste condizioni, mi ritirerei di corsa.

mercoledì 6 febbraio 2008

FORENSIC ANALYSIS VERSO LE UTENZE SKYPE

Questa notizia è veramente interessante.
Da quanto si apprende da questi articoli sembra che ormai siano note alcune vulnerabilità del popolare software per la telefonia via Internet. Suscita abbastanza scalpore nella rete che questi bachi possano essere utilizzati come backdoor per intercettare le comunicazioni (che con Skype sono cifrate) di obiettivi ben determinati.
Il tema è come intercettare i criminali e come evitare che il crimine organizzato utilizzi tecnologie evolute per anonimizzare e nascondere le proprie comunicazioni. Personalmente credo che le nuove tecnologie come il VoIP e come Skype debbano evolvere per consentire quelle che in gergo si chiamano "prestazioni a fini di giustizia". La vera domanda IMHO è come garantire che queste funzioni restino veramente solo nelle mani delle autorità competenti, in un contesto (quello della rete) che è per definizione globale e che quindi non può essere assoggettato ad un'unica giurisdizione.

IL MIO PROFILO SU RADIORADICALE

Lo ho scoperto per caso e con molto piacere. Sul sito web di Radio Radicale c'è una pagina con il mio profilo su cui sono raccolti molti eventi (che non ricordavo) a cui ho partecipato e che sono stati ripresi.

http://www.radioradicale.it/soggetti/gianluca-petrillo

giovedì 27 dicembre 2007

"L'ITALIA IN RETE" - IL VIDEO DEL CONVEGNO

Il video integrale del convegno promosso dall'associazione "Italia Protagonista" sullo sviluppo delle telecomunicazioni in Italia. L'evento si è svolto a Roma il 12 Dicembre 2007.


In caro si problemi utilizzare questo link: http://video.google.com/videoplay?docid=-3746906591634589355&pr=goog-sl

Angelo Sanza (Capogruppo FI, IX Commissione, Camera dei Deputati), Gian Luca Petrillo (moderatore, Italia Protagonista), Alberto Tripi (Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Terziario Avanzato), Paolo Nuti (Vicepresidente AIIP), Vincenzo Novari (Amministratore Delegato, H3G), Angelo Napoli (Commissario, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Gina Nieri (Consigliere di Amministrazione, Mediaset), Luciano Frascà (Direttore Generale, Infratel Italia), Pietro Guindani (Amministratore Delegato, Vodafone), Tullio Camiglieri (Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione, SKY), Luigi Gubitosi (Amministratore Delegato, Wind), Giampaolo Rossi (Presidente, RaiNet), Tommaso Pompei (Amministratore Delegato, Tiscali), Stefano Pileri (Chief Technology Officer, Telecom Italia), Enzo Savarese (Commissario, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Maurizio Gasparri (Presidente, Italia Protagonista)

sabato 1 dicembre 2007

L'ITALIA IN RETE - 12 DICEMBRE A ROMA

L'appuntamento è per il 12 Dicembre alle ore 15.30 alla Sala delle Conferenze di Palazzo Marini (Camera dei Deputati, Via del Pozzetto 158) per il convegno promosso dall'associazione Italia Protagonista sullo sviluppo delle telecomunicazioni.


La convergenza è una realtà che vede i mezzi di comunicazione sempre più indistinti e sempre più integrati.
Telefonia fissa, mobile e via Internet; televisione digitale, cablata, satellitare, videofonia; reti tradizionali e di nuova generazione. Sono queste le coordinate di sviluppo di un mercato in rapida evoluzione e dagli esiti non del tutto scontati.
L'Italia protagonista per anni dello sviluppo da due cifre nel settore delle tlc si trova oggi davanti a sfide cruciali e decisive, che chiamano in causa operatori, istituzioni e cittadini.
Quale sarà il futuro dell'Italia in rete?

Ne parleremo a Roma il 12 Dicembre con un panel di prestigio composto dai principali attori del mercato italiano delle telecomunicazioni.


Visualizzazione ingrandita della mappa

martedì 16 ottobre 2007

BANDA LARGA, ANCHE IN FRANCIA L'INCUMBENT MULTATO PER ABUSO POSIZIONE DOMINANTE

La notizia è del 16 Ottobre, ripresa giusto giusto da "Il Sole 24 Ore" (pag. 47). La rilancio tanto per non sentirci soli... con tanti amici ISP condividiamo da anni i problemi degli operatori più piccoli e dei new comers. In Francia l'Antitrust multa France Telecom con 5/6 anni di ritardo... lasciatemi dire, stanno peggio di noi...

FRANCE TELECOM
Multa antitrust da 45 milioni
L'Antitrust francese ha comminato una multa di 45 milioni di Euro a France Telecom per abuso di posizione dominante nel mercato della banda larga nel 2001 e 2002. A far scattare la procedura le denunce di T-Mobile e Liberty Surf.

Non sono felice per i problemi degli altri paesi UE, ma come ho sempre sostenuto da noi se ne parla di più, mentre in altri paesi sembra sempre che tutto vada bene. E si vendono sempre come se fossero i migliori del mondo.
Anni fa (quando ero al Governo) fummo sottoposti ad una campagna mediatica per i prezzi delle ADSL che da noi erano troppo elevati, proprio in confronto alla Francia... evidentemente le condizioni di France Telecom non erano replicabili... e ne ha avuto un giovamento diretto...
Inoltre in Francia e in Germania i governi controllano direttamente gli incumbent e definiscono direttamente politiche di prezzo e di sviluppo della banda larga, ovvero sono completamente al difuori di quello che è richiesto dalle direttive europee, ma nessuno dice niente.
Altro che Italia... Noi ormai siamo europeisti al 100% e iper-liberisti!!

martedì 17 luglio 2007

DIGITALE TERRESTRE: SE LO STATO FINANZIA LA RAI, CHI PENSA ALLE TV PRIVATE?

Oggi la notizia è più o meno su tutti i quotidiani nazionali

Digitale, 33 milioni alla Rai
da Il Sole 24 Ore del 17/7/07, pag 24.

Il Governo rilancia il digitale terrestre
33 milioni alla Rai per lo sviluppo
da Il Messaggero del 17/7/07, pag 19.

Io non credo che lo Stato debba finanziare una competizione pubblico/privato. Credo che lo Stato debba essere imparziale e sostenere in modo uguale tutte le aziende che operano in un settore. Non parlo per gli interessi di Mediaset e La7, ma soprattutto per le emittenti locali.
Appare evidente da queste notizie che se lo Stato contribuisce con soldi pubblici a finanziare la copertura digitale di una emittente (dal 60% all'85% del territorio), le altre si trovereanno svantaggiate. Con le emittenti private e locali questo fenomeno si farà sentire almeno dal punto di vista della raccolta pubblicitaria.
Mi sembra esattamente il contrario di quello che voleva correggere Bersani con il famigerato art.13 del suo primo decreto, volendo eliminare le distorsioni di un sistema in cui il pubblico con soldi dello Stato talvolta compete con il privato. Credo che esistano diverse forme di sostegno allo sviluppo di tutte le tecnologie, ma che sia importante che lo Stato mantenga la "neutralità". Ci sono molti modi per garantire una distribuzione equa e non discriminatoria delle risorse, ad esempio riconoscendo un incentivo per ogni multiplex installato.
Io, nei panni di una emittente privata, mi sentirei discriminato. Chissà cosa ne pensa Bruxelles?

giovedì 5 luglio 2007

TROPPE ASPETTATIVE SUL WI-MAX

Leggo il titolo a pag.6 di Avvenire del 5 Luglio 2007

Rivoluzione Wi-Max
La nuova tecnologia senza fili:
Internet e telefonate a basso costo

Secondo me si sta creando un po' di confusione sulle potenzialità del wireless broadband.
Ritengo che in primo luogo questa tecnologia serva a dare collegamento ad aree che non sono ancora servite e che possa inserirsi tanto nel trasporto (per l'avvicinamento ai centri abitati) quanto per la distribuzione (ultimo miglio, collegamento delle abitazioni). Poi arriverà anche nelle città dove troverà comunque un bel mercato. Questo è il Wi-Max IMHO.

Cosa non è il Wi-Max?
  • Non è una tecnologia per portare Internet a basso costo. I costi saranno concorrenziali e proporzionati ai livelli di servizio, ma nessun business plan di un nuovo operatore sogna di andare di misura sotto i prezzi attuali. Devono competere con l'ADSL e ce ne saranno di difficoltà, per via dei limiti della tecnologia, per via dei costi di collegamento e di assistenza. Non dimentichiamo che con il Wi-Max non si passa per i doppini in rame di mamma Telecom e che quindi ci sarà bisogno di disporre di propri uomini in grado di operare manutenzione e configurazioni sulle antennine domestiche...
  • Non è una tecnologia per telefonare. E se vogliamo dirla tutta non è nemmeno una tecnologia per fare P2P. Funziona con il VoIP, ma dovrà maturare e integrarsi con l'infrastruttura esistente per fornire i servizi di localizzazione, le chiamate di emergenza... per poter essere paragonato ai servizi telefonici tradizionali.
  • Non è sicuramente il mezzo migliore per far lavorare skype, dal momento che questa tecnologia crea supernodi che possono saturare la banda disponibile, non solo per l'utente, ma per la porzione di territorio coperta dalla stessa antenna della CPE. Così come, infatti, non è lo strumento migliore per fare P2P.
Cos'è allora il Wi-Max.
  • E' uno strumento semplice da usare e da installare su frequenze licenziate che permette di effetturare collegamenti con buone capacità trasmissive, ma attraverso un mezzo (un tempo lo chiamavano etere!) che per sua natura è condiviso.
  • E' una tecnologia che permette di colmare il digital divide nelle aree non raggiunte dai servizi ADSL e che funzionerà anche in ambito metropolitano.
Personalmente ho sempre paura quando si creano aspettative eccessive perchè il rischio è di finire come per l'UMTS. Progetti e aspettative faraoniche. Offerte economiche surreali per i diritti sulle frequenze. E poi... anni di attesa per avere la tencnologia, esposizione economica per le azionde che hanno investito troppo, modelli di business da verificare, incertezza. E' difficile posizionare un operatore nel modo migliore tra innovazione e prudenza. Ma non ci dimentichiamo quello che abbiamo passato con l'UMTS e i rischi finanziari a cui si sono esposte molte aziende. Si dice che dal passato si apprende sempre qualcosa. Speriamo...

martedì 26 giugno 2007

CORSO SULLA SICUREZZA DELLE RETI APPLICATA

Pubblico queste slide del corso "Sicurezza delle reti applicata" che ho presentato l'anno scorso (2006) alla Scuola Superiore di Telecomunicazioni. Corrispondono a 10 ore di corso svolte in 5 giornate, 3 di teoria e 2 di laboratorio.

giovedì 21 giugno 2007

CYBERSQUATTING: UNA NUOVA SENTENZA PROTEGGE LE AZIENDE DA CHI REGISTRA IMPROPRIAMENTE I LORO DOMINI

E' una sentenza che è sicuramente destinata a fare storia e a mettere luce, in un contesto quantomai disordinato e confuso, sulle modalità di assegnazione dei nomi a dominio ".it".

Alpi Eagles Spa assistita dallo studio legale Carobene Cervato & Partners, ha vinto una causa contro i detentori del sito alpi-eagles.it che indirizzavano i visitatori di questa pagina verso un sito di viaggi diverso da quello della compagnia aerea. Il tribunale di Venezia ha vietato questo utilizzo del domino alpi-eagles.it, e ha deciso di punire con una penale di 1.000 euro ogni ulteriore reindirizzamento abusivo.
(da Nòvo del Sole 24 Ore del 21 Giugno 2007, "Concorrenza sleale" pag. 2)


Infatti deve ancora trovare attuazione dal punto di vista amministrativo l'art.15 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche che definisce le competenze del Minsitero delle Comunicazioni (prevalentemente vigilanza) nei confronti del c.d. Registro dei Domini ccTLD ".it".

AL BANDO I BLACKBERRY ALL'ELISEO

"Gli apparati per la sicurezza nazionale [francesi] hanno infatti emanato una disposizione che mette al bando i Blackberry nelle strutture della Presidenza della Repubblica e nell'ufficio del premier per timore che le loro comunicazioni possano essere intercettate."
(Fonte: Il Sole 24 Ore del 21/6/07, pag. 10)

In effetti la tecnologia push email prevede la sincronizzazione della casella postale con un server remoto (ma non necessariamente) responsabile della consegna dei messaggi. Analoga procedura viene utilizzata per la conversione di allegati in un formato legibile (word => testo) che genera altrettanto traffico sulla rete Internet, quindi al difuori delle più sicure reti degli operatori mobili.

martedì 19 giugno 2007

E IL SITO PEDOFILO TORNA VISIBILE

Et voilà, come se nulla fosse successo, come se non ci fosse stato un intervento delle forze dell'ordine per oscurare il sito pedofilo, come se non si fossero espressi Ministri e politici con plausi di ogni genere ecco che ricompare il portale del "Boy love day".

"Oscuramento siti: i dubbi della stessa polizia postale"
(La Voce Repubblicana del 19 Giugno 2007)

Iniziamo a mettere qualche concetto in chiaro:
  • oscurare un sito non è una misura sufficiente a fermare la violenza contro il minore;
  • oscurare un sito vuol dire solamente (ed eventualmente) inibirne la visualizzazione lasciando il minore al proprio destino e il resto del mondo a guardare;
  • oscurare un sito non è facile e gli strumenti disponibili corrono il rischio di non essere efficaci nei confronti di siti esteri;
  • il decreto interministeriale per impedire l'accesso ai siti segnalati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia (apri il pdf) è inefficace (e non ha ancora trovato attuazione nelle misure previste);
  • il tentativo di definire dei filtri sui DNS e a livello IP è antistorico e comunque inefficace (posso usare il DNS di un altro ISP e/o un proxy e vedo tutti i siti che voglio);
  • affrontare il problema dal punto di vista tecnologico è pericoloso, perchè invece di scoprire il pedofilo lo si istiga all'uso di sistemi di anonimizzazione che lo rendono ancora più nascosto nella rete e difficile da scovare (questo mette a repentaglio anche le indagini in Italia, dove negli ultimi anni il crimine pedofilo su Internet è stato drasticamente perseguito);
  • personalmente avevo intrapreso come Consigliere per Internet dei precedenti Ministri delle Comunicazioni, on.le Gasparri e on.le Landolfi, la strada delle autoregolamentazioni, perchè la tecnologia è sfuggente, perchè serve la collaborazione degli operatori e degli ISP, perchè bisogna coinvolgere gli educatori ed il volontariato, perchè bisogna esportare questo principio negli altri peasi e avevamo ottenuto riscontri in ambito comunitario ed internazionale.
Se poi si vorranno anche unire i comitati di autoregolamentazione che attualmente seguono la televisione e Internet in un unico comitato... allora sarà l'apoteosi della inoperatività, perchè la Tv e la rete sono due mondi troppo diversi, con due normative diverse, con tecnologie diverse, con modelli economici e di finanziamento diversei, con implicazioni sulla sicurezza e sul crimine diametralmente opposte.
Non è una questione politica, è una questione legata alla sicurezza e alla tecnologia.
Chi ritiene di poter controllare Internet con normative di tipo televisivo è libero di provarci, così come è libero di sbagliare. Sarebbe un peccato scoprire, magari dopo anni, di non essere stati efficaci rispetto alle finalità che erano state prefissate.

A mio modesto parere l'unica strada disponibile, al momento, è quella delle autoregolamentazioni. La tecnologia non consente filtri adeguati ed efficaci ad inibire siti web.

D'altronde la rete Internet è nata proprio su questi presupporti durante la guerra fredda... disaccoppiare il livello trasporto dal livello applicativo per rendere la consegna del contenuto indipendente dal mezzo... Introdurre filtri è come rivedere i principi che sono stati alla base del successo di Internet. Io penso che sia molto difficile!!

giovedì 14 giugno 2007

OSCURATO IL SITO PEDOFILO: E' COSI' CHE CREDIAMO DI FERMARE LA PEDOFILIA??

Giovedì era comparsa la notizia della giornata dell'orgoglio pedofilo, annunciata in Internet attraverso alcuni siti pedofili. E' seguito un intervento puntuale delle FFOO e in particolare della Polizia Postale che ha provveduto a far oscurare il sito che diffondeva queste informazioni, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
[Non mi dilungo sugli elementi normativi ma c'è stato un DM del Ministro delle Comunicazioni (on. Gentiloni) che hai sensi del decreto legislativo promosso dall'ex-Ministro delle Pari Opportunità on. Prestigiacomo ha definito le modalità con cui diffondere dei filtri per oscurare siti che si trovano all'estero e su cui la nostra giustizia non ha giurisdizione.]

Oggi alcuni giornali titolano così.
Stop in rete a "Orgoglio pedofilo"
l'Italia oscura il sito degli orrori
(la Repubblica)

Fermati gli orchi
Accesso blindato al sito dei pedofili
Gentiloni e Bindi "Plauso alla Polizia"
(E Polis Roma)
A questo punto è importante precisare una cosa: oscurando i siti non si ferma nessun orco. Non c'è stato nessuno "stop" alla giornata dell'orgogio pedofilo. Al massimo, non incontreremo per errore quei siti navigando la rete dall'Italia. Ormai è quasi un anno che va in giro questo stereotipo per tentare di dare un significato alle norme che consentono di oscurare i siti web.
Oscurare i isti non salva i bambini dai pedofili, ma li lascia al loro destino. E'
come chiudere una finestra sul mondo senza tuttavia intervenire.

venerdì 25 maggio 2007

IN WIRELESS FINO A 300 KM

E' quanto riporta "La Stampa" del 25 Maggio (pagina 25, "Senza fili e senza confini" di Gabriele Beccaria) riguardo i risultati ottenuti da un progetto del Politecnico di Torino che riutilizza vecchi computer e tecnologie open source.

In gergo, "il segnale è stabile". Così i "file" vanno e vengono sulla loro invisibile autostrada. La rete parte dal Politecnico di Torino, arriva alla Capanna Margherita e da lì raggiunge il Monte Valluga in Austria (a 225 chilometri) e Pian Cavallaro sul Monte Cimone (a 295). Un record per un sistema con trasmettitori controllati con software "open source" - accessibile a chiunque e gratuitamente - e che funzionano con potenza bassissima, trascurabile perfino rispetto al cellulare.

Resta ancora da capire quale sia la larghezza di banda disponibile, quali frequenze vengano utilizzate, la potenza dai trasmettitori e se quest'ultima sia compatibile con la normativa in vigore.

Maggiori info su www.ixem.polito.it

lunedì 14 maggio 2007

CHIRICHIGNO SPIEGA COME TELECOM PUO' SCORPORARE LA RETE

Francesco Chirichigno è stato il primo amministratore delegato di Telecom Italia e ho avuto il piacere di collaborare con lui nel CdA di Infratel del quale lui ha ricoperto il ruolo di presidente.

Chi lo conosce sa che è da sempre un sostenitore della separazione strutturale della rete fissa di Telecom Italia: da prima che il mercato fosse popolato di operatori alternativi.

Oggi c'è una sua bella intervista sul Corriere (14/5/07, pag 12.) dal titolo "Rete: creare una newco e quotarla" che vi suggerisco di leggere. Roberto Bagnoli interroga l'ex-numero uno di TI sulla sua idea di scorporo e lui risponde così:

«La Telco dovrebbe da subito scorporare per scissione la rete di Telecom e conferirla ad una nuova società nella quale ci saranno, pro-quota, tutti gli azionisti di Telecom.
Il passo successivo è quello di consentire l'ingresso di tutti gli operatori del settore, facendo valutare i loro asset di rete. Nel senso che anche Wind o Fastweb, per esempio, avranno la possibilità di apportare i loro "pezzi" di rete. L'obiettivo finale è quello di trasformare questa società della rete in una sorta di public company.»

Credo che questo tipo di proposizione risponderebbe alla necessità di molti operatori del settore e garantirebbe condizioni adeguate di sviluppo e di concorrenza.

giovedì 10 maggio 2007

AGCOM AVVIA LA CONSULTAZIONE SULLA SEPARAZIONE FUNZIONALE DELLA RETE FISSA

I temi sottoposti alla consultazione pubblica avviata dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sono:
  • la separazione funzionale della rete fissa;
  • l'evoluzione verso le reti di accesso di nuova generazione (NGAN);
Viene richiesto di esprimere valutazioni di carattere generale in merito a:
  1. il grado di sviluppo ed il livello di concorrenza che caratterizzano attualmente il mercato dei servizi di rete fissa;
  2. i risultati conseguiti dall’impianto regolamentare attuato dall’Autorità in materia di disciplina della rete d’accesso;
  3. le prospettive tecnologiche, di mercato e della competizione che appaiono caratterizzare i prossimi anni, con particolare riferimento all’avvento delle NGAN (Next Generation Access Network);
  4. l’esigenza di un conseguente adeguamento della regolamentazione in materia di rete d’accesso.
E inoltre sulle problematiche concorrenziali della rete di accesso di Telecom Italia, anche con riferimento alla sua evoluzione verso la NGAN.

Link: